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progetti teatro sociale

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Obiettivi del Progetto

 

• apertura di un luogo teatrale nel quartiere di Is Mirrionis il riuso di uno dei luoghi poco utilizzati del quartiere per la diffusione della cultura teatrale.

• utilizzo del Teatro Sant’Eusebio in via Quintino Sella nel quartiere di Is Mirrionis, come “piccolo teatro” di quartiere (99 posti).

• Attivazione di uno spazio/laboratorio nel quale realizzare attraverso la presenza stanziale di una compagnia di produzione, la riabitazione di un non-luogo, creando nel quartiere la curiosità prima, l’interesse poi, ed in ultimo un nuovo bisogno/voglia di teatro e di incontro con  altri linguaggi dell’arte, dei mestieri e della tecnologia legati al mondo dello spettacolo.

• Creazione nel medio lungo periodo di un processo d’osmosi con il quartiere stesso che porti al capovolgimento del rapporto di mera fruizione dell’offerta culturale e teatrale in un nuovo rapporto di partecipazione attiva degli abitanti. Con l’idea di attivare insieme un processo di rigenerazione urbana.

• Miglioramento dell’offerta e della qualità artistica e culturale del quartiere.

 

 

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CAGLIARI 2017 - rovinarsi è un gioco

                                          G.A.P. Gioco d’Azzardo Patologico    

Scheda riassuntiva

 

L’Obiettivo.

 Il progetto intende l’informare e sensibilizzare la popolazione riguardo alle problematiche e le insidie legate al Gioco d’Azzardo tecnologico (video poker, slot machines, azzardo online ecc.

 I Destinatari.

 L’iniziativa si pone l’obiettivo progetto di raggiungere, nel suo arco di esecuzione, circa 1200 studenti, rivolgendosi in particolar modo gli allievi delle seconde e terze classi delle scuole medie inferiori e gli studenti delle scuole medie superiori del territorio dell’area metropolitana di Cagliari, oltre che della popolazione adulta.

 Punto di forza del progetto, insieme al linguaggio diretto e asciutto della piéce teatrale sul quale è incentrato, è il coinvolgimento del pubblico, immediatamente dopo la visione dello spettacolo, in una conversazione-dibattito sulle insidie del gioco d’azzardo. È proprio questo momento di confronto che, coinvolgendo esperti della patologia del servizio dipendenze del territorio, l’autore dello spettacolo e gli insegnanti degli istituti medi inferiori e le università, permette di approfondire efficacemente le tematiche e l’interesse che lo spettacolo ha la prerogativa di suscitare.

 

Le Collaborazioni.

 Il Dottor Rolando De Luca, dopo aver accettato di svolgere una lettura critica del copione, ha scritto le note introduttive dello spettacolo G.A.P. Gioco d’Azzardo Patologico, e lo ha inserito, nell’edizione 2007, nel programma della conferenza nazionale sul Gioco d’Azzardo organizzata dalla A.GIT.A. quale appuntamento di chiusura dei lavori. Proprio dalle esortazioni ricevute in quell’occasione dal pubblico di psicologi, di pazienti dei gruppi di terapia e dei loro familiari, è nata l’idea del progetto di sensibilizzazione scolastica sui rischi del gioco d’azzardo “rovinarsi è un gioco”.

 

I Patrocini.

 Hanno finora accordato il loro patrocinio al progetto: la Presidenza della Camera dei Deputati, La Presidenza del Senato della Repubblica, la Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna, la Consulta Nazionale Anti Usura, l’A.GIT.A (Ass. nazionale degli ex Giocatori d'Azzardo e delle loro famiglie) Comune di Cagliari 2016-2017, unendolo a quello oneroso concesso in precedenza dalla Provincia di Cagliari 2010, dalla Provincia d’Ogliastra 2010, dalla Provincia del Medio Campidano 2011, dalla Asl Nuoro 2014, Asl 8 Cagliari 2016, Asl 6 Sanluri, Asl 7 Carbonia.

 

Note introduttive

Dott. ROLANDO DE LUCAPSICOLOGO PSICOTERAPEUTA

RESPONSABILE DEL CENTRO DI TERAPIA DI CAMPOFORMIDO (UD)PER EX GIOCATORI D’AZZARDO E LE LORO FAMIGLIE

 

L'aumento del tempo libero e uno degli aspetti che contraddistingue la società contemporanea. Esso si dilata, aprendo spazi da riempire, necessità da soddisfare, e intanto il gioco esce dal suo alveo marginale, si trasforma da svago innocente e irrinunciabile espressione di libertà, in voglia d'azzardo, ossessione e opprimente schiavitù, e si riversa dentro il bacino della vita quotidiana, induce nuove abitudini, cambia mentalità, modifica comportamenti, speranze, aspirazioni. La crescita dei volumi di denaro destinati al gioco d'azzardo, e la frenetica attenzione che gli è rivolta hanno in breve tempo modificato il nostro panorama sociale nell'ultimo decennio.

A questo sviluppo ipertrofico della " voglia di giocare" incentivato dall'offerta del gioco "pubblico", non ha fatto seguito un processo di informazione e sensibilizzazione che inducesse allo sviluppo parallelo di una "cultura del gioco", e i danni di questo ritardo culturale si stanno evidenziando drammaticamente e saranno sempre più evidenti, in futuro.

Il fenomeno del gioco d'azzardo incentivato dallo Stato è molto difficile da contrastare ed è sempre più un fenomeno che si sposta rapidamente verso i più giovani, ovvero verso quelle fasce di età in cui anche le resistenze alla condanna sociale del "brutto vizio" sono minori, assenti o addirittura nulle. Assistiamo ad un processo che li vede camminare in bilico su di un crinale in discesa verso la dipendenza. In questo panorama manca una politica di prevenzione e intervento (che esiste invece, seppure con qualche carenza, nel campo del tabagismo, dell'alcoolismo, della tossicodipendenza) e solo negli ultimi anni, con iniziative di nicchia, si sta cercando di impostare anche nei confronti del fenomeno del Gioco d'azzardo Patologico.

Quando mi è stato chiesto da Stefano Ledda se avessi acconsentito a prendere visione del materiale del suo lavoro teatrale sull'argomento "azzardo", appunto “ G.A.P.”, acronimo di gioco d'azzardo patologico, fu il titolo dello spettacolo che veniva sottoposto ad un mio parere critico. 

Ciò che si nota innanzitutto in questo lavoro teatrale è la direzione verso la quale si muove: non tanto la denuncia pura e semplice, ma la sensibilizzazione nei confronti di una drammatica realtà. Il mostrare attraverso un linguaggio teatrale, accessibile, diretto, i rischi,  i segnali,  le tappe della caduta e le sue conseguenze. Il tutto portando davanti a chi guarda la storia di un giocatore di videopoker. Una storia "vera", fatta di decine di storie vere di giocatori patologici. La storia di un solo giocatore  scelto come  simbolo di questa, che non è affatto  una nuova malattia del  terzo millennio, ma una patologia "riconosciuta" da quasi trent'anni dalla comunità scientifica internazionale. Per questo ho accettato di presentare questo spettacolo teatrale, perché dice chiaramente che qualsiasi tipo di gioco d'azzardo può portare alla dipendenza proprio come il tabacco, l'eroina, l'alcool.

Perché attraverso il teatro e le sue immagini, i suoi suoni, le sue parole, lo spettacolo mostra in modo efficace la realtà nella quale, senza neanche accorgersi del come, si può scoprire se stessi, o il proprio familiare.

In questo lavoro sembrano ugualmente coabitare il punto di vista dell'autore e la fedeltà documentale, percorsi dalla stessa tensione di impegno civile.

Attraverso esperienze come questa, si può aiutare non il "proibizionismo", ma la comprensione che il gioco d'azzardo patologico è una malattia grave, facendo entrare questo concetto semplice dentro al nostro patrimonio culturale, ovvero favorendo, attraverso una visione critica del fenomeno, lo sviluppo di  una cultura che sappia distinguere, semplicemente, il gioco dall'azzardo.

Rolando De Luca

Fase di progetto.

Il progetto “CAGLIARI 2017 - Rovinarsi è un Gioco” prosegue il recente successo del progetto “IS MIRRIONIS 2016 - Rovinarsi è un Gioco” concluso nel dicembre 2016 sostenuto dall’Amministrazione Comunale di Cagliari.

La nuova edizione prenderà nei mesi di marzo e aprile 2017 per poi proseguire nei mesi di ottobre, novembre a dicembre e avrà, come la precedente la collaborazione del Dipartimento di Salute mentale della ASL 8 Cagliari.

Gli appuntamenti saranno dedicati per ogni giorno a gruppi omogenei di studenti (medie inferiori o medie superiori) per gruppi non superiori ai 120 studenti al fine di garantire l’efficacia del progetto stesso in termini di coinvolgimento degli studenti.

Gli Appuntamenti.

Ognuno dei 15 appuntamenti programmati si svolgerà preso il Teatro Ts’E in via Quintino Sella a Cagliari. Ciascun dirigente o insegnate potrà richiedere un appuntamento esclusivo per il proprio istituto nel caso che la  partecipazione preveda un numero non inferiore agli 80 studenti.

Per una più ampia e approfondita descrizione del progetto, qualora l’istituto lo ritenesse opportuno, è possibile richiedere, ai contatti sotto indicati, un incontro con il referente del progetto in modo da consentire agli insegnanti coinvolti di ottenere tutte le informazioni che riterranno utili per affrontare e approfondire e dunque preparare i ragazzi alla fruizione del progetto che affronta in modo diretto il tema Gioco d’Azzardo il cui abuso è drammaticamente esploso in Italia negli ultimi anni.

 

Costo del biglietto del progetto 2017:

Il costo di partecipazione è stabilito in euro 5 per la partecipazione un numero di studenti fino a 80

e in euro 4 per la partecipazione di un numero di allievi superiore tra gli 80 e i 120 (massimo consentito)

                                  

informazioni e contatti:                                               

 

T.F. +39 070 680229

M.   +39 392 9779211

scuole.teatrodelsegno@gmail.com

www.teatrodelsegno.com                                                                                       

 

 

 

 

 

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progetto di sensibilizzazione contro i rischi del gioco d’azzardo

rovinarsi è un gioco 2016-2017

L’ Obbiettivo.

Il progetto “Rovinarsi è un Gioco 2016-2017“ intende l’informare e sensibilizzare la popolazione riguardo alle problematiche e le insidie legate al Gioco d’Azzardo tecnologico (video poker, slot machines, azzardo online ecc.

I Destinatari.

L’iniziativa si pone l’obiettivo di raggiungere, nel suo arco di esecuzione, 10.000 spettatori, rivolgendosi in particolar modo gli allievi delle terze classi delle scuole medie inferiori e gli studenti delle scuole medie superiori del territorio regionale, oltre che della popolazione adulta (genitori, insegnanti, cittadini, associazioni ecc.).

Punto di forza del progetto, insieme al linguaggio diretto ed asciutto della piéce teatrale sul quale è incentrato, è il coinvolgimento del pubblico, immediatamente dopo la visione dello spettacolo, in una conversazione-dibattito sulle insidie del gioco d’azzardo. È proprio questo momento di confronto che, coinvolgendo gli esperti dei servizi sulle dipendenze delle ASL territoriali, l’autore dello spettacolo e gli insegnanti degli istituti coinvolti, permette di approfondire efficacemente le tematiche e l’interesse che lo spettacolo ha la prerogativa di suscitare.

Le Collaborazioni.

Il Dottor Rolando De Luca, dopo aver accettato di svolgere una lettura critica del copione, ha scritto le note introduttive dello spettacolo G.A.P. Gioco d’Azzardo Patologico, e lo ha inserito, nell’edizione 2007, nel programma della conferenza nazionale sul Gioco d’Azzardo organizzata dalla A.GIT.A. quale appuntamento di chiusura dei lavori. Proprio dalle esortazioni ricevute in quell’occasione dal pubblico di psicologi, di pazienti dei gruppi di terapia e dei loro familiari, è nata l’idea del progetto di sensibilizzazione scolastica sui rischi del gioco d’azzardo  “rovinarsi e un gioco”.

I Patrocini.

Hanno accordato il loro patrocinio al progetto: la Presidenza della Camera dei Deputati, La Presidenza del Senato della Repubblica, la Presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna, la Consulta Nazionale Anti Usura, l’A.GIT.A (Ass. nazionale degli ex Giocatori d'Azzardo e delle loro famiglie), unendolo a quello oneroso concesso in precedenza dalla Provincia di Cagliari 2010, dalla Provincia d’Ogliastra 2010, dalla Provincia del Medio Campidano 2011, dalla Asl Nuoro 2014, Asl 8 Cagliari 2014, Asl 6 Sanluri, Asl 7 Carbonia.

Fase di progetto.

Il progetto “Rovinarsi è un Gioco Sardegna 2016-2017 è entrato nella sua fase esecutiva di calendarizzazione degli appuntamenti per il 2016, e vede impegnato il Teatro del Segno, ideatore del progetto, nella campagna di coinvolgimento degli enti finanziatori, quali l’amministrazione Regionale; le ASL della Sardegna; le amministrazioni provinciali e comunali; le fondazioni e le associazioni Anti Usura regionali.

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Teatro e Società


Il progetto, che si muove nell’ambito del teatro sociale, si prefigge di creare la possibilità d'occasioni di “incontro” con il pubblico, che attraverso la lente del teatro permettano di guardare, soffermando l’attenzione,  alcuni aspetti importanti della società che ci circonda. Nato con la collaborazione dell’amministrazione provinciale di Oristano, dell'amministrazione comunale di Montresta, dell’unione dei comuni della Planaria e Montiferru occidentale e del Teatro del Sale, il progetto proseguirà il suo percorso sul territorio rivolgendosi  a tutte le fasce d’età.
In questa direzione, la costituzione stessa del Teatro del Segno, avviene proprio dalla scelta di rivolgere l’efficacia comunicativa dello “strumento teatro” alla sensibilizzazione sociale.  
Proseguendo su questa rotta, agli spettacoli già in cartellone “G.A.P. Gioco d’Azzardo Patologico”
( Teatro del Segno ) che affronta il dramma sociale della dipendenza  dai cosi detti videopoker, e “Gene Mangia Gene (il Crogiuolo ) che approfondisce in modo divertito ma intransigente l’argomento dell’alimentazione e della manipolazione genetica,  il cartellone  del progetto Teatro e Società 2009-2010 si arricchisce di un nuovo titolo “la veccha macchina. ” ( le Compagnie del Cocomero ) che con la leggerezza e l’immediatezza del teatro di burattini affronta il tema delll'ambiente e del riuso.

Il progetto, rivolto alle comunità prima ancora che alle amministrazioni, prevede la realizzazione degli spettacoli rivolti alle diverse fasce d’età nello stesso luogo nell’arco di una stessa giornata, o di due giornate consecutive consentendo in questo modo di ridurre i costi di trasferimento e allestimento degli spettacoli stessi e in questo modo i costi del progetto.


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TeM Mini festival di Teatro e Musica

 

 

 


I Destinatari. 

TeM minifestival di Teatro e Musica è un progetto ideato dal Teatro del segno di Cagliari e dedicato ai comuni piccoli e medi della Sardegna.

L’ Obbiettivo.

Con il progetto TeM il Teatro del Segno si pone come obbiettivo, attraverso un’offerta coordinata di spettacoli, didattica teatrale, direzione artistica e organizzazione generale, di consentire alle amministrazioni comunali che vogliano proporre ai propri abitanti un’offerta teatrale di qualità, di avvalersi delle competenze della compagnia nell’ambito della produzione artistica, della didattica, dell’organizzazione, dell’allestimento e della comunicazione.

L’idea progetto consente, avvalendosi quasi interamente di professionalità artistiche tecniche e organizzative, oltreché di attrezzature e risorse interne alla compagnia organizzatrice di contenere i costi ottimizzando, nella sua gestione organica, le risorse economiche destinate agli allestimenti e all’organizzazione generale riservandole al cartellone teatrale e didattico.

La scelta culturale.

La linea che conduce alla formulazione del progetto TeM nasce dalla convinzione, che assistere ad uno spettacolo teatrale rappresenti per le comunità un importante momento di aggregazione e contribuisca a fornire importanti strumenti critici, sia per la comprensione della realtà sia per la decodificazione dei messaggi mediatici dei quali, sempre più spesso, soprattutto i bambini e i ragazzi sono destinatari e ricettori passivi.

 

In questo tentativo di provocare l’incontro di una comunità intera con il teatro reso quotidiano dalla stanzialità che il progetto propone, nasce e si sviluppa la scelta artistica, le caratteristiche e la selezione degli spettacoli inseriti del progetto TeM.       

 

La maggior parte di essi infatti possono, ad esclusione di alcuni rivolti espressamente al pubblico serale adulto,  essere fruiti da più fasce d’età, aggiungendo in questo modo al progetto il valore aggiunto della condivisione.

 

Ciascuno spettacolo saprà, interessando incuriosendo e divertendo, avvicinare bambini ragazzi e adulti, al mondo del teatro, riuscendo inoltre, utilizzando il linguaggio diretto e semplice del palcoscenico ad innescare l’approfondimento e la riflessione sui temi toccati degli spettacoli proposti.

il Progetto include proposte che prevedono  un approfondimento successivo allo spettacolo con gli autori, gli attori e compagnie ospiti. Offrendo ai più piccoli un momento leggero di ulteriore  vicinanza con lo spettacolo. Ai ragazzi una più profonda comprensione della tematica trattata.  Fino ad arrivare, per ciò che riguarda il pubblico adulto, al coinvolgimento immediatamente dopo la visione dello spettacolo in una conversazione-dibattito sull’argomento dello spettacolo stesso.


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